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I testi cuneiformi del Museo di Antichità di Torino (MAT)



La storia

La collezione dei testi cuneiformi del Museo di Torino, la più rilevante in Italia, consta di circa 800 tavolette acquistate nel 1921, insieme ad una quarantina di sigilli, sul mercato antiquario parigino. La maggior parte dei documenti (723) è neo-sumerica, dalle città di Drehem e di Umma; sono presenti anche 14 tavolette paleo-accadiche, da Umma e Girsu, e 36 paleo-babilonesi, per lo più dalla Mesopotamia meridionale (Larsa, Jahrurum meridionale).


A promuovere l’acquisizione fu il canonico Giustino Boson (1883-1954), docente di Assiriologia a Torino e Milano, amico e consulente dell’egittologo Ernesto Schiaparelli (1856-1928) allora direttore del “Museo di Antichità ed Egizio” di Torino. L’antiquario era verosimilmente un certo Skender, “un medico originario di Baghdad”, nella cui collezione figuravano in precedenza tre sigilli a cilindro, pubblicati da V.Scheil (RA 13, 1916), e giunti a Torino nel 1921.


La collezione mesopotamica

La raccolta di antichità mesopotamiche al Museo di Torino ebbe origine nel 1847, nella maniera più illustre: due splendidi bassorilievi da Khorsabad (il re Sargon e un dignitario) costituivano il dono di Paolo Emilio Botta alla città in cui era nato nel 1802. Torino, che da pochi anni annoverava il primo Museo Egizio del mondo, poteva ora ammirare anche alcune tra le prime testimonianze dell’Assiria, appena rivelata dall’archeologo franco-piemontese.


A questo lotto iniziale si aggiunsero vari doni privati, tra cui altri frammenti di sculture, anche dai palazzi niniviti di Sennacherib e Assurbanipal, e di iscrizioni sargonidi da Khorsabad. A fine ‘800 Schiaparelli riuscì poi ad acquisire la collezione orientale del Museo Kircheriano di Roma: comprendeva, oltre ad una testa a rilievo di soldato da Khorsabad, mattoni con bollo laterizio di Urnammu, Sennacherib e Nabuccodonosor, e due sigilli a cilindro.


Dopo le importanti acquisizioni del 1921, con la morte di Schiaparelli il progetto di incremento della collezione vicino-orientale venne abbandonato. Nel 1939 i musei di Antichità ed Egizio furono divisi amministrativamente e logisticamente; i materiali mesopotamici, confluiti all’Egizio, finirono relegati nei depositi, e da allora furono esposti solo in parte e per brevi periodi. Il Nilo avrebbe largamente prevalso sul Tigri e sull’Eufrate.


La trasformazione del Museo Egizio in Fondazione privata, a partire dal 2004, e precisi orientamenti di marketing, hanno accentuato le tendenze mono-culturali del progetto museale: la collezione mesopotamica doveva trovare altri spazi per essere adeguatamente valorizzata. Nel 2010/2011 l’intera raccolta è così ritornata al Museo di Antichità, dove i pezzi assiri - sculture ed iscrizioni laterizie - hanno potuto finalmente ricevere un allestimento espositivo permanente.


Studi e pubblicazioni

Boson stesso procedette allo studio e alla pubblicazione della collezione di testi con una serie di articoli sulla rivista Aegytus (1927-1942) e soprattutto con il volume Tavolette cuneiformi sumere degli archivi di Drehem e di Djoha, dell’ultima dinastia di Ur (Milano 1936), che comprende, oltre a 299 tavolette torinesi, anche 73 testi da lui donati all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Alcuni testi neo-sumerici e paleo-babilonesi furono donati dal Boson alla Collegiata dei SS.Pietro e Orso di Aosta, di cui egli era stato Priore.


I testi torinesi sono stati recentemente editi in pubblicazione finale nel Catalogo delle Collezioni del Museo Egizio. Si tratta di tre volumi, rispettivamente a cura di A. Archi e F. Pomponio (Testi cuneiformi da Drehem nn. 1-412, Milano 1990), di A. Archi, F. Pomponio, e G. Bergamini (Testi cuneiformi da Umma, nn. 413-723, Torino 1995), e di A. Archi, F. Pomponio, M. Stol (Testi cuneiformi di vario contenuto, nn.724-793, Torino 1999). Quest’ultimo volume comprende anche i testi paleo-babilonesi di Aosta. I sigilli a cilindro sono stati pubblicati da G. Bergamini (Sigilli a cilindro mesopotamici nn. 70001-70044, Milano 1987), i rilievi assiri da G. Furlani e E. Weidner (“Die Reliefs der Assyrische Könige, III – Die Assyrischen Reliefs in Italien”, AfO 11 [1936] 132-138; id., AfO Beiheft 4 [1939] 56-62). Sulla collezione assira si veda in ultimo G. Bergamini, QSAP 2011, 119-130.


Vita della collezione

L’allestimento della sezione mesopotamica ha riscosso notevole interesse tra i visitatori. Pienamente integrata nei percorsi museali, la collezione assira è ora valorizzata anche tramite visite guidate e conferenze specifiche. È attualmente in progetto l’esposizione completa dei reperti, tra cui i sigilli, e di una selezione delle tavolette, in sezioni tematiche dedicate ad aspetti specifici della cultura mesopotamica estrapolati dai testi e dagli oggetti correlati. Ad essa è stata destinata un’intera sala al primo piano di un’ala del Museo.


Giovanni Bergamini
Scientific Consultant of the Museum
Former Senior Curator at the Soprintendenza
Beni Archeologici del Piemonte e del Museo Egizio